Falanghina sì, ma quale?

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Falanghina

Quante volte avete letto “Falanghina” nella lista dei vini di un ristorante e quante volte l’avete bevuta con la pizza o con un antipasto di mare? Ebbene è un ottimo vino bianco: gustoso, di beva facile, rinfrescante e perfetto con molluschi, pizze e primi di verdure.

Ma da dove viene? dove si coltiva? Come scegliere l’etichetta giusta?

Origine della Falanghina

La Falanghina è un vitigno antichissimo, diffuso in Campania da secoli. Il nome “Falanghina” ha origine latina (falangae) e fa riferimento ai pali di sostegno con cui si alleva la vite. 

Oggi possiamo trovare piante di Falanghina in tutta la Campania, in parte del Molise e nella provincia di Foggia in Puglia. Si ritiene tuttavia che sia un vitigno originario della zona dei Campi Flegrei, quell’area costiera a ovest di Napoli, alle spalle del Golfo di Pozzuoli, dove è presente una vivace attività vulcanica, che per questo viene anche chiamata “terra del fuoco”. È l’uva bianca più coltivata in provincia di Napoli. In tempi più recenti una concentrazione di Falanghina è stata piantata sui pendii del Monte Massico in provincia di Caserta, da dove proveniva il vino più amato dagli antichi Romani: il Falerno! Ma a quell’epoca forse c’era un’uva diversa, chissà? 

Due tipi di Falanghina

Parlando di uva, nello specifico oggi sappiamo che sono due le varietà di Falanghina e che sono proprio diverse: quella Beneventana e quella Flegrea.

La prima è diffusa solo in provincia di Benevento, nella zona del Sannio, ha chicchi più ovali di colore giallo-verde; mentre la Falanghina flegrea, che è la più diffusa in assoluto (soprattutto nelle province di Napoli e Caserta), ha chicchi sferici e gialli. Dalle ultime ricerche si evince che non sono neanche parenti le due Falanghina, ma in comune hanno solo il nome.

Vini ottenuti dalla Falanghina

Il Sannio è un’area collinare e pedemontana, interna della Campania, prossima alla catena degli Appennini, dove il clima è più fresco rispetto alla fascia costiera e il terreno è soprattutto argilloso. La Falanghina del Sannio, fatta con la varietà di Falanghina beneventana, dà vini più corposi rispetto a quelli da Falanghina flegrea (coltivata sulla fascia costiera).

Le zone litoranee dei Campli Flegrei e del Massico non solo hanno un clima più mite, ma anche un suolo completamente diverso, di origine vulcanica. Per questo i vini che crescono qui, a base di Falanghina flegrea, sono meno corposi, ma dotati di profumi più raffinati e più spiccati.

In ogni caso il colore dei vini fatti con la Falanghina è di media intensità, fra il giallo paglierino e il giallo dorato, ed anche la struttura è più o meno semplice, caratterizzata in genere da acidità rinfrescante e da un finale di bocca che ricorda la mandorla. I profumi sono essenzialmente fruttati di mela, pera, a volte anche pesca, ma nel caso della Falanghina flegrea si possono avere anche note di erbe aromatiche fresche e persino di spezie. Grazie alla sua buona acidità la Falanghina si presta ad essere elaborata come spumante.

Come scegliere un’etichetta di Falanghina

Se vogliamo un vino più strutturato e complesso, molto fruttato, possiamo scegliere la Falanghina del Sannio DOC, al cui interno vi sono anche delle sottozone interessanti come TaburnoSolopacaSant’Agata dei GotiGuardiolo. La Falanghina del Sannio DOC è disponibile come vino fermo, perfetto per piatti di pesce; come spumante, da provare all’aperitivo o con un antipasto e infine come vendemmia tardiva o passito, da abbinare ai dessert.

Molto interessante e gustosa è anche la Falanghina che proviene dalla provincia di Avellino, sotto la denominazione Irpinia DOC: è una Falanghina complessa, strutturata e sapida, che viene da un territorio di grande vocazione vinicola.

Versioni di Falanghina più fini ed eleganti, ma meno strutturate, sono quelle dell’area costiera di origine vulcanica. Il Falerno del Massico DOC bianco è un vino a base di Falanghina (flegrea) ed i vini sono leggeri e freschi, perfetti con una pasta al pomodoro. Anche il Galluccio DOC bianco è un vino a base di Falanghina, che si presta ad un aperitivo o ad accompagnare un’insalata di mare. Il Campi Flegrei DOC Falanghina spicca per la personalità del profumo, molto floreale ed elegante, ed ha gusto sottile ed equilibrato.

Una versione ancora più semplice di Falanghina, non necessariamente in purezza, la si trova nelle denominazioni Capri DOC biancoPenisola Sorrentina Bianco DOC. Infine si possono trovare vini di Falanghina fuori dalle DOC tradizionali, come IGT Campania IGT Benevento.

Non resta che provare fra le nostre proposte.

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