Vino e alcol test: ecco con quali si rischia di più

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Prima che anche in Italia prendano piede i sober party, vere e proprie feste da sobri, cerchiamo di fare il punto su quella che invece rappresenta la tendenza del momento in tema di party mondani, ossia festa = alcol. Che sia una birra tra amici o un aperitivo a base di spritz con i colleghi di lavoro,  i momenti di convivialità di oggi non ammettono l’assenza di alcol, perché senza alcol è come se mancasse quella certa dose di divertimento extra data da una maggiore disinibizione che in un party si rivela essere invece doverosa.

Confessiamolo, tutti in qualche modo ricerchiamo la sensazione dello sballo, vogliamo perdere il controllo, ed entro certi limiti non ci sarebbe nessun problema, se una volta scolata tutta la scorta di alcolici per la festa rimanessimo a dormire a casa dei nostri amici.

Se invece fossimo costretti a rimetterci alla guida subito dopo, le cose cambierebbero: la nostra soglia di attenzione, la percezione della velocità al volante, il nostro senso di controllo e le capacità di reazione diminuirebbero drasticamente e ci trasformeremmo da amici simpatici e festaioli che tutti amano in veri e propri pericoli in strada a causa della maggiore probabilità di causare incidenti mortali.

Ed ecco il dramma! Una pattuglia dei carabinieri che ci ferma per guida in stato di ebbrezza e la fatidica prova del palloncino: poco più di 0.5 grammi di alcol trovati nel sangue ed ecco che ci ritroviamo con una bella multa a carico, consapevoli di aver rischiato per poco la sospensione della patente, l’arresto e il ritiro immediato del veicolo. Una situazione che vogliamo certamente evitare.

I superalcolici e certi cocktail sono certamente un tabù se dobbiamo rientrare a casa alla guida di un veicolo. In questo caso sarebbe opportuno farsi riaccompagnare sempre da un amico astemio.

Ma che dire invece del vino?

Il vino non è certamente un superalcolico quindi, se saputo bere, con moderazione, come si raccomanda sempre, ed a stomaco pieno, i rischi di incorrere in sanzioni o peggio ancora nel ritiro della patente diminuiscono notevolmente.

Bisogna prestare comunque una certa attenzione perché a volta basta quel bicchiere di troppo per oltrepassare il limite consentito. Inoltre, va considerato che i vini non sono tutti uguali dal punto di vista della gradazione alcolica: ci sono vini cosiddetti leggeri, sotto i 10 gradi, fino a vini sempre più robusti e strutturati che raggiungono i 15 gradi alcolici.

Come regolarsi nella pratica? Il problema è che non possiamo basarci esclusivamente sulle nostre sensazioni soggettive: la percezione dell’alcol infatti può essere mascherata dalla compresenza di altre sensazioni quali astringenza, acidità e sapidità, che coprono invece la dolcezza, il calore e la morbidezza tipiche dell’alcol.

L’effetto dello zucchero, ben chiaro nei cocktail alla frutta ci dimostra come lo zucchero mascheri la presenza di alcol, quindi i vini dolci ci possono trarre in inganno e farci bere più alcol del necessario. In genere questi sono quelli con cui si rischia di più.

La situazione si complica se parliamo di vini rossi cosiddetti equilibrati, un fattore importante per la qualità, ma in cui diventa difficile riconoscere la presenza dell’alcol. I vini migliori infatti non sono né troppo leggeri, né troppo alcolici, ma connotati da un ottimo equilibrio gustativo. Non è insolito infatti bere vini di 14 gradi che scorrono come un vino da 12 gradi e mezzo. Anche con questi vini si rischia perché diviene difficile rendersi conto del tenore fortemente alcolico e farsi trascinare da un bicchiere al successivo dal loro gusto sopraffino.

Nei bianchi, fatte le dovute eccezioni, prevale invece l’acidità e quindi sensazioni di freschezza, ma anche se la gradazione alcolica viene mascherata è generalmente minore rispetto ai vini rossi. Negli spumanti, l’anidride carbonica contribuisce a mascherare l’alcolicità ma anche qui la gradazione alcolica non supera quasi mai i 12 gradi e mezzo.

Per questo è sempre bene consultare il valore oggettivo di gradazione del vino che ci accingiamo a bere, riportato obbligatoriamente per legge sulla retro-etichetta.

È vero, il limite imposto dalla legge può sembrare veramente molto restrittivo. Ne va comunque della nostra sicurezza. Ad ogni modo, senza diventare ossessionati dalla gradazione alcolica e farci prendere dalla psicosi dell’alcol test, possiamo orientativamente basarci sui dati di questa tabella ministeriale che ci offre alcuni preziosi consigli sui quantitativi che è possibile consumare prima di mettersi al volante.

tabella-bevande-alcoliche

Come si può vedere, il tasso effettivo di alcol nel sangue dipenderà anche da fattori quali sesso, peso corporeo e quantità di cibo con cui si accompagna l’alcol. A titolo esemplificativo riportiamo il caso in cui una donna di 45 kg consumi a stomaco pieno un bicchiere di vino da 12 gradi da 125 cc: in questo caso il suo tasso alcolemico sarebbe di 0.29 g di alcol e rientrerebbe nei limiti consentiti dalla legge. Se la stessa donna invece bevesse due bicchieri da 125 cc sarebbe già oltre il limite.

Questi valori si riferiscono a 60-100 minuti dopo il consumo di alcol. Successivamente l’alcol inizia gradualmente a scendere, con una velocità che varia in base al proprio metabolismo.

Se ci rendiamo conto tardi di aver alzato un po’ troppo il gomito, non ci resta altro che aspettare prima di metterci alla guida. Per sapere quanto tempo, possiamo utilizzare etilometri portatili progettati a tale scopo, oppure ci si può affidare a tool online che indicano con una buona approssimazione quando è possibile rimettersi al volante.

Di seguito ne riportiamo alcuni:

Altroconsumo alcoltest
My-personaltrainer alcoltest

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