La “Rivoluzione Green”: I Vini Biologici

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Il settore dei prodotti alimentari Bio è in forte crescita anche
in Italia. Nel 2015, in un mercato fermo al palo, il comparto Bio ha fatto
registrare un incoraggiante +20%. In
termini globali, il mercato degli alimenti Biologici è quintuplicato negli
ultimi quindici anni. Tra i consumatori si sta diffondendo sempre di più la
richiesta di cibi
genuini
 e le
aziende stanno seguendo questa tendenza di mercato. Anche il settore del vino è
fortemente coinvolto in questa rivoluzione green. Negli ultimi anni, in Italia
il mercato dei vini Biologici ha segnato una crescita a due cifre e la
superficie coltivata in regime biologico supera ormai l’11% del totale. Oltre al
termine Bio, sentiamo sempre più spesso associare al vino le parole BiodinamicoNaturaleVegano.
Termini tutti legati ai concetti
di genuinità
 e rispetto della natura, ma
che non sempre il consumatore finale riesce a ricollegare a precise modalità di
produzione e garanzia di prodotto.

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Proviamo a fare un po’ di chiarezza sui
termini più utilizzati, in modo che ci si possa orientare in questo mondo in
continua evoluzione. In realtà se guardiamo la questione da una prospettiva
storica, sembra paradossale utilizzare il termine “convenzionale” per
l’agricoltura che fa uso dei trattamenti e concimi chimici. Sarebbe più
corretto utilizzare il termine di agricoltura
chimica
, visto che l’introduzione di queste sostanze è molto recente e
che l’uomo ne ha fatto a meno per secoli. Dovremmo cominciare a considerare
l’uso indiscriminato della chimica in agricoltura come un’eccezione nel
percorso storico del rapporto con la terra. Un’eccezione che possiamo
tranquillamente abbandonare, per tornare alla tradizione. In questo e nei prossimi
articoli approfondiremo le caratteristiche che contraddistinguono i vini
Biologici, Biodinamici, Naturali e Vegani. La materia dei Vini
Biologici
 è
disciplinata dal Regolamento
Europeo 203/2012
. Se vogliamo sintetizzare i requisiti fondamentali per ottenere
la certificazione Bio, possiamo dire che i vini devono essere prodotti con uve
coltivate in regime di agricoltura biologica, ovvero senza l’uso di sostanze
chimiche di sintesi
 (diserbanti,
concimi, insetticidi, anticrittogamici, pesticidi, ecc…). Per quanto riguarda
le pratiche di cantina, ci si deve attenere a quanto disciplinato dal
regolamento sopra citato, ma sotto questo profilo, il modo di procedere non
cambia molto rispetto a un corretto
e responsabile approccio alla vinificazione tradizionale
. Per
quanto riguarda l’uso della solforosa,
sono stati introdotti dei limiti più restrittivi: per i vini rossi 100 mg/l e
per i bianchi 150 mg/l. La normativa permette alle Aziende di riportare
sull’etichetta dei prodotti il logo europeo Bio, previa certificazione di un ente nazionale autorizzato.

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