I vitigni autoctoni a bacca rossa del Friuli Venezia Giulia: terrano, tazzelenghe, pignolo

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Continua il nostro viaggio tra i vitigni autoctoni a bacca rossa del Friuli Venezia Giulia.

Dopo aver conosciuto il refosco dal penduncolo rosso e lo schioppettino di Prepotto, oggi approfondiamo le caratteristiche del terrano, del tazzelenghe e del pignolo.

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Terrano

Il vitigno terrano è coltivato soprattutto nella zona del Carso su suoli di roccia calcarea, coperti da terra rossa ricca di minerali ferrosi. Molto probabilmente è un’uva che appartiene alla più ampia famiglia dei refoschi, pur avendo caratteristiche e peculiarità del tutto proprie. E’ un vitigno piuttosto vigoroso, con maturazione medio tardiva e buona produttività. Come molti vitigni autoctoni, è stato vittima della larga diffusione dei più famosi vitigni internazionali, che ne hanno messo a dura prova la sopravvivenza. Oggi è ancora coltivato nell’entroterra di Trieste, verso il confine sloveno, per una piccola produzione di carattere prevalentemente locale. E’ un vino dal colore rosso scuro, con riflessi violacei, al naso esprime aromi di ciliegia, marasca e frutta scura. Al palato ha buona struttura con bella trama tannica e notevole acidità. In gioventù è piuttosto spigoloso e ha bisogno del giusto affinamento per trovare il suo miglior equilibrio.

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Tazzelenghe

Il tazzelenghe è un antico vitigno autoctono friulano coltivato da secoli in provincia di Udine, soprattutto nelle zone di Cividale e Buttrio. Il suo strano nome, in friulano significa “taglialingue”, sottolinea la sua natura spigolosa e tagliente, dovuta a un’elevata acidità e a tannini particolarmente aggressivi. E’ un vitigno dal buon vigore, che offre una produzione costante con periodo di maturazione medio tardivo. Proprio per la sua forza espressiva giovanile, il Tazzelenghe è un vino che ha bisogno di un lungo periodo d’affinamento, preferibilmente in legno, per smussare le sue durezza e trovare maggiore armonia. Ha un colore rosso intenso, con bouquet caratterizzato da note di frutta rossa matura. Al palato ha grande struttura è potente, con trama tannica importante e vivace freschezza, caratteristiche che ne favoriscono l’invecchiamento e la longevità.

Pignolo

Altro vitigno autoctono friulano è il pignolo. Presente fin dal Medioevo, soprattutto nelle campagne della zona di Rosazzo e Buttrio, è una varietà che ha rischiato l’estinzione con l’avvento della moda dei grandi vitigni internazionali ed è sopravvissuto solo grazie alla passione e alla tenacia di alcuni piccoli produttori. Non è un vitigno facile da coltivare, soprattutto per la sua produzione piuttosto scarsa, con grappoli dalla maturazione tardiva. Il suo nome deriva dalla forma compatta del grappolo, con acini molto serrati, che lo fanno assomigliare a una pigna. E’ un vino molto interessante e dalla spiccata personalità, particolarmente adatto all’invecchiamento. Ha un colore rosso rubino. Il bouquet esprime aromi di marasca, frutta rossa e leggere note speziate. Al palato ha notevole struttura con tannini importati e bella acidità. E’ un vino che ha bisogno di un buon periodo d’affinamento in legno per ammorbidire il suo profilo un po’ rustico e spigoloso.

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