I bicchieri da vino, saper scegliere quello giusto.

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Si fa presto a dire,
“un bicchiere di vino”, ma dietro a questa generica e familiare espressione si
apre un mondo multiforme e variegato. Basta passare tra gli scaffali di un
negozio specializzato, per perdersi tra forme, dimensioni e fogge assai
diverse. Servono davvero tutti questi bicchieri? Quando vanno usati e per quali
vini?
In linea di massima possiamo dire che ogni tipologia di vino richiede un
particolare bicchiere, quello più adatto a valorizzare ed esaltare i suoi profumi
e i suoi aromi. Il bicchiere è uno strumento al servizio del vino, che deve contribuire
a esaltarne le sue migliori qualità. Un abito tagliato sulle caratteristiche
del vino, per evidenziarne gli aspetti migliori e portarli in primo piano. Il
bicchiere non fa certo un vino buono, ma un bicchiere sbagliato può
penalizzarlo e non farci apprezzare tutto il suo fascino. Una caratteristica
comune a tutti i bicchieri da vino è la presenza di uno stelo. Questa forma,
oltre a donare slancio ed eleganza, permette di prendere il bicchiere senza
rischiare di scaldare il vino con il calore della mano, consentendo di
conservare la giusta temperatura di degustazione.

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Spumanti: Una coppa di Champagne,
si diceva un tempo. Era il simbolo del lusso, del prestigio, delle grandi feste.
Tanto presente nell’immaginario, da diventare addirittura sinonimo della
bellezza di un seno perfetto. Ma oggi le vecchie gloriose coppe di cristallo
restano ormai chiuse nelle credenze, per lasciare spazio ad altri bicchieri,
che si sono rivelati più adatti per mettere in luce ed esaltare le caratteristiche
di champagne e spumanti: pérlage, profumi e aromi. Le famose bollicine, che
salgono fini e inesauribili dal fondo del bicchiere per schiudersi alla
superficie con il loro enigmatico magnetismo, si possono apprezzare meglio in
un bicchiere lungo, che ne metta il rilievo la persistenza e la lucente
eleganza. Allo stesso modo, i profumi delicati e fini di Champagne e spumanti,
nel largo specchio di una coppa rischiano di disperdersi troppo velocemente.
Per evitare che ciò accada e per cercare invece di concentrare gli aromi, è
meglio un bicchiere con un’apertura più stretta. Proprio per queste due
esigenze nasce il bicchiere a flûte, lungo e stretto, che dagli anni ’30
comincia a soppiantare la tradizionale coppa. Oggi la coppa è utilizzata solo
per gli spumanti dolci aromatici, poiché permette ai profumi intensi e suadenti
di aprirsi in modo armonioso all’olfatto. Inoltre si tratta in generale di
spumanti prodotti con metodo charmat, quindi con bollicine meno fini e
persistenti rispetto a spumanti realizzati secondo il metodo classico. Tuttavia,
negli ultimi decenni, sempre più spesso alla flûte si sono affiancati altri bicchieri.
Soprattutto per gli Champagne e spumanti metodo classico con lunghi affinamenti
sui lieviti, che esprimono bouquet complessi ed evoluti, si preferiscono bicchieri
dall’apertura più ampia, a metà strada tra una flûte e un calice per i bianchi.
Questo per consentire al vino di esaltare al meglio l’ampiezza e la profondità
aromatica, senza però penalizzare l’aspetto visivo del pérlage.

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Rossi giovani o di
medio invecchiamento: 
Per i vini rossi
giovani o di medio invecchiamento, spesso affinati in acciaio e non troppo
strutturati o complessi, che si caratterizzano più per gli aromi fragranti e fruttati,
si utilizzano calici simili a quelli del vino bianco, solo un po’ più ampi e
con un corpo più largo, in modo da consentire una miglior ossigenazione del
vino.

Rossi corposi e da
lungo invecchiamento:
I vini rossi
importanti, strutturati e affinati per lungo tempo in legno, hanno un corredo
aromatico complesso, con evidenti note terziarie. Per esprimere al meglio il
loro bouquet, questi vini hanno bisogno di calici ampi, che permettano una
buona ossigenazione e di un bordo leggermente più stretto per concentrare gli
aromi. Se siamo in presenza di
vini di lungo invecchiamento e particolarmente strutturati, è preferibile
utilizzare un bicchiere balloon, grande ed ampio, che permette un’ottima
ossigenazione e consente di apprezzare al meglio la complessità e la continua
evoluzione degli aromi del vino.

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Bianchi e rosati: Decisamente più semplice la scelta del bicchiere per i vini bianchi.  In generale, si utilizza un calice a tulipano di medie dimensioni, con un’apertura dal diametro leggermente più stretta rispetto al corpo del bicchiere, in modo da concentrare i profumi delicati e fruttati del vino. Per i bianchi da lungo invecchiamento, magari barricati, con bouquet ampi e complessi, si preferiscono calici leggermente più ampi e larghi, per permettere al vino di esprimere al meglio le sue note evolute. Questo tipo di bicchiere si adatta perfettamente anche ai vini rosati. 

Passiti e vini dolci: Questi
vini si degustano in piccoli calici con un corpo ampio e un’apertura piuttosto
stretta, in modo da concentrare gli intensi profumi. La forma non è molto
diversa da un classico bicchiere da bianco, ovviamente di ridotte dimensioni,
visto che si servono in piccole quantità.

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