Grandi Vini Rossi del Sud: Taurasi e Aglianico del Vulture

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Il Sud Italia è una terra d’antiche tradizioni nel campo della viticoltura, che risalgono addirittura all’epoca della prima colonizzazione greca. Al tempo degli antichi Romani, i vini più pregiati arrivavano proprio dal Sud Italia, come i celebri Falernum e Mamertinum.

Un grande patrimonio d’esperienza che si è tramandato nel corso dei secoli fino ai nostri giorni. Se nel secondo dopoguerra i vini rossi del Sud erano spesso considerati come dei vini da taglio, negli ultimi decenni il livello qualitativo è cresciuto moltissimo. Oggi, grazie all’utilizzo di coltivazioni con basse rese in vigna e ai progressi nelle tecniche di vinificazione, i vini del Sud rappresentano vere eccellenze dell’enologia italiana.

Iniziamo dunque un viaggio alla scoperta di queste grandi eccellenze e partiamo da Taurasi e Aglianico di Vulture.

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Taurasi e Aglianico del Vulture

L’aglianico, antico vitigno autoctono a bacca rossa, produce alcuni tra i migliori e più longevi vini del sud.

In passato si riteneva erroneamente che fosse d’origine greca, facendo risalire il nome al termine Hellenico. In realtà l’aglianico non ha alcuna somiglianza genetica con i vitigni greci e pare che si tratti di una varietà di vitis vinivera selvatica addomesticata in antichità nelle terre della Lucania. L’antica Enotria, infatti, è stata uno dei principali centri di coltivazione e diffusione della vite in tutto il Mediterraneo, soprattutto attraverso gli scali commerciali di Elea, Siris e Sibari. Nel Sud Italia l’aglianico ha trovato le migliori zone in cui esprimersi in Irpinia (con la produzione del Taurasi il cui vitigno principale è l’Aglianico) e sulle pendici dell’antico vulcano spento del Vùlture.

Il Taurasi, già riconosciuto con la Denominazione d’Origine Controllata nel 1970, ha ottenuto la DOCG nel 1993 a conferma di un processo di costante crescita qualitativa. Per quanto riguarda l’Aglianico del Vùlture, ricordiamo che ha ottenuto la Denominazione d’Origine Controllata nel 1971, mentre l’Aglianico del Vùlture Superiore è stato insignito del riconoscimento della DOCG nel 2011.

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Le due aree di produzione, pur avendo specifiche peculiarità, hanno in comune un clima continentale, con inverni freddi, estati soleggiate, con notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte. I vigneti di Taurasi sono coltivati sui rilievi collinari dell’Irpinia a un’altitudine di 400/500 metri, su suoli composti d’argille, calcari, sabbie e rocce d’origine vulcanica. In Basilicata, invece, l’aglianico ha trovato il luogo d’elezione sui terreni ricchi di minerali generati dall’antico vulcano spento del Vùlture.

In questi due splendidi terroir, il vitigno aglianico produce uve dal profilo aromatico ricco ed elegante, perfette per realizzare grandi vini. E’ un’uva che produce vini con trama tannica importante e acidità di base alta. Per queste caratteristiche, in gioventù i vini risultano piuttosto ruvidi e spigolosi e solo dopo un lungo affinamento, preferibilmente in legno, raggiungono il miglior equilibrio e una piacevole armonia.

Sia il Taurasi che l’Aglianico del Vùlture sono vini capaci di coniugare struttura e potenza con grande finezza, eleganza e profondità aromatica.

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