Alto Adige, terra di grandi bianchi

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Negli ultimi decenni i vini bianchi dell’Alto Adige sono saliti alla ribalta nazionale e internazionale, affermandosi come vere eccellenze in termini assoluti. Molte etichette hanno ricevuto premi e riconoscimenti dalle più importanti guide dei vini, creando valore per tutto il territorio. Un successo ancor più sorprendente, se pensiamo che l’Alto Adige rappresenta una delle zone vitivinicole più piccole d’Italia, con una superficie vitata di circa 5.000 ettari.

Pur essendo una regione piuttosto piccola, da un punto di vista pedoclimatico, non è un territorio omogeneo. È un mosaico di vigne molto sfaccettato per quanto riguarda esposizioni, altitudini, composizione dei suoli e microclima. La vite è coltivata tra i 200 e i 1.000 metri d’altitudine; si passa dalle zone più calde e soleggiate della Bassa Atesina, fino a salire verso la fredda Valle Isarco. Questa variabilità e complessità si è rivelata una grande ricchezza, che consente di coltivare ogni vitigno nelle aree più vocate, raggiungendo cosi i massimi livelli qualitativi.

Alto Adige: un mosaico di zone

Se per tutte le denominazioni è sempre fuorviante procedere per generalizzazioni, che rischiano spesso di rivelarsi imprecise e approssimative, ancor più il principio vale per l’Alto Adige. Non si può parlare di un solo Alto Adige, ma di diverse zone che presentano caratteristiche diverse una dall’altra.

La Bassa Atesina è la zona con il clima più temperato, che può ancora beneficiare delle dolci brezze del lago di Garda che risalgono verso nord. I vitigni bianchi più coltivati nell’area sono il gewürztraminer, il moscato giallo e nelle vigne più alte il müller-Thurgau. Oltre il 65% delle vigne coltivate nella Bassa Atesina è a bacca bianca.

L’Oltradige si estende nella zona del Lago di Caldaro. È un’area con esposizioni dolci e ben soleggiate, dove si coltivano con ottimi risultati anche uve a bacca rossa. Sui versanti più alti troviamo le vigne di uve bianche, come gewürztraminersauvignon blancpinot bianco e moscato giallo, che rappresentano circa il 60% della produzione.

La calda e soleggiata conca di Bolzano, caratterizzata da terreni alluvionali, è famosa soprattutto per i vini rossi. Le uve a bacca bianca sono solo il 35% del totale e i vitigni più coltivati sono il gewürztraminer e il pinot bianco. Tra Bolzano e Merano si estende la zone dell’alta Valle dell’Adige. Qui troviamo località molto famose come Terlano, Andriano e Nalles particolarmente vocate per i vini bianchi, che rappresentano oltre il 70% della produzione. Si coltivano pinot bianco, sauvignon blanc, chardonnay, riesling e müller-Thurgau, che grazie al clima fresco e ai terreni generati da antiche rocce di porfido, donano vini eleganti, minerali e longevi. L’area intorno a Merano è ben soleggiata, con estati calde, che favoriscono la coltivazione di vitigni a bacca rossa. Tuttavia non mancano i bianchi (45%), soprattutto sauvignon blanc e pinot bianco.

Salendo da Merano verso nord si arriva in Val Venosta, caratterizzata da un clima fresco e da terreni piuttosto poveri e sabbiosi, che conferiscono ai vini profili di grande finezza ed eleganza. E’ la zona famosa per i grandi riesling altoatesini.

Infine la Valle Isarco, che sale tra le montagne da Bolzano a Bressanone, è la zona vitivinicola più a nord. È il regno indiscusso dei grandi bianchi (90%) prodotti con vitigni che amano il clima freddo: sylvaner, kerner, riesling, grüner veltliner e müller-Thurgau. Una zona ancora giovane, ma molto vivace e ricca di vigneron di grandissimo talento.

Il panorama odierno dell’Alto Adige è di una regione a forte vocazione bianchista, tuttavia in passato non è sempre stato così. In molte zone la coltivazione dei vitigni a bacca bianca è una scoperta recente. Le aree più a sud, fino ad alcuni decenni fa, erano un grande vigneto di schiava, per una produzione di vini rossi di qualità piuttosto bassa. Grazie a un progressivo processo di cambiamento, orientato verso una viticoltura di qualità e a un lavoro di zonazione dei terreni, oggi la schiava è coltivata quasi esclusivamente nell’area di Santa Maddalena e Caldaro, mentre il resto del territorio è stato destinato ai vitigni a bacca bianca. Il clima soleggiato ma fresco e ventilato e la presenza di forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, favoriscono la produzione di uve bianche dai profili aromatici intensi, fini ed eleganti. Attualmente oltre il 65% della produzione altoatesina è rappresentata da vini bianchi, con una percentuale in continua crescita di anno in anno. Grazie a questo vero e proprio rinascimento della cultura vitivinicola, il livello dei vini altoatesini ha raggiunto punte di vera eccellenza. Difficile proporre una selezione delle etichette più rappresentative della regione, ma cercheremo comunque di segnalare alcune bottiglie da provare assolutamente.

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Vitigni altoatesini

Cominciamo con il Gewürztraminer, vitigno aromatico molto amato e di grande successo, coltivato soprattutto nella zona di Termeno. Per chi ama vini intensi, ma di buona freschezza consigliamo l’Alto Adige Gewürztraminer della Cantina Cortaccia, l’Alto Adige Gewürztraminer Vigna Kastelaz di Elena Walch e l’Alto Adige Gewürztraminer Vigna Kolbenhof di Hofstatter. Chi preferisce vini di maggior concentrazione e ricchezza, può scegliere l’Alto Adige Gewürztraminer Brenntal Riserva della Cantina Cortaccial’Alto Adige Gewürztraminer Nussbaumer di Tramin.

Il Sauvignon Blanc si esprime in Alto Adige con vini freschi, aromatici e fini. Molto amato per i suoi profumi esuberanti, regala bottiglie molto interessanti: l’Alto Adige Sauvignon Lieben Aich di Manincor, l’Alto Adige Sauvignon Voglar di Peter Dipoli, l’Alto Adige Sauvignon Porphyr & Kalk di Ignaz Niedrist e l’Alto Adige Sauvignon di Franz Haas.

Sempre per restare in ambito di famosi vitigni francesi, qualche consiglio per gli amanti dello Chardonnayl’Alto Adige Chardonnay Löwengang di Alois Lageder, l’Alto Adige Chardonnay Selection di Peter Zemmer, l’Alto Adige Chardonnay Kreuth della Cantina di Terlano.

Il Pinot Bianco è un vino aristocratico, troppo spesso sottovalutato rispetto ad altre varietà aromaticamente più espressive. In realtà è un vino di grande eleganza ed equilibrio, raffinato e longevo. Sono molte le etichette interessanti: l’Alto Adige Pinot Bianco Eichhorn di Manincor, l’Alto Adige Pino Bianco Sirmian di Nals Margreid, l’Alto Adige Pinot Bianco Berg di Ignaz Niedrist, l’Alto Adige Barthenau Vigna S. Michele di Hofstatter, l’Alto Adige Pinot Bianco Vorberg della Cantina di Terlano e l’Alto Adige Pinot Bianco Praesulis di Gumphof.

Sempre per restare nella famiglia dei Pinot, segnaliamo un altro grande vino. Dimenticatevi tutti i Pinot Grigio in commercio e assaggiate una vera eccellenza: il Valle Isarco Pinot Grigio di Köfererhof del grande “bianchista” Günther Kerschbaumer.

Il Riesling, nobile vitigno del nord, nelle zone più fresche della Val Venosta e Valle Isarco produce vini di grande fascino. Tra i molti segnaliamo: il Val Venosta Riesling di Falkenstein, il Val Venosta Riesling Windbichel di Castel Juval – Unterortl, il Valle Isarco Riesling di Taschlerhof, il Valle Isarco Riesling di Pacherhof, il Valle Isarco Riesling Praepositus dell’Abbazia di Novacella.

Tra i figliocci del Riesling ricordiamo l’Alto Adige Müller-Thurgau Feldmarschall Von Fenner di Tiefenbrunner.

Sempre per restare tra i vitigni che amano il freddo, segnaliamo qualche etichetta di Sylvaner, che in Valle Isarco ha trovato le migliori condizioni per regalare grandi vini, come il Valle Isarco Sylvaner di Garlider, il Valle lsarco Sylvaner Lahner di Taschlerhof, il Valle Isarco Sylvaner Sabiona della Cantina Produttori Valle Isarco, il Valle Isarco Sylvaner di Manni Nössing e il Valle Isarco Sylvaner di Köfererhof.

Altro vitigno tipico della Valle Isarco è il Kerner. Su tutti il Valle Isarco Kerner di Manni Nössing e a seguire: il Valle Isarco Kerner di Strasserhof, Valle Isarco Kerner Praepositus dell’Abbazia di Novacella e il Valle Isarco Kerner Sabiona della Cantina Produttori Valle Isarco.

Il Grüner Veltliner, il bianco più famoso e diffuso in Austria, in Valle Isarco offre vini eleganti e freschi, impreziositi da una delicata speziatura. Tra le bottiglie più interessanti segnaliamo: il Valle Isarco Grüner Veltliner di Kuenhof, il Valle Isarco Grüner Veltliner di Köfererhof, l’Alto Adige Grüner Veltliner Praepositus dell’Abbazia di Novacella e il Valle Isarco Grüner Veltliner di Strasserhof.

Infine, dopo tanti vini in purezza, chiudiamo con alcune interessanti Cuvée Bianchel’Alto Adige Manna di Franz Haas, l’Alto Adige Sophie di Manincor, l’Alto Adige Bianco Abtei Muri di Muri-Gries, l’Alto Adige Nova Domus della Cantina di Terlano e il prestigioso Alto Adige Terlaner I Grand Cuvée della Cantina di Terlano.

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